IL RISVEGLIO DELLA CONSAPEVOLEZZA PER L'EQUINOZIO DEL NUOVO RINASCIMENTO

 

L'Equinozio di Primavera segna il risveglio della Natura, l'inizio del ciclo ascendente della Vita e la vittoria sul ciclo discendente della Morte. Un duetto eterno che scandisce le regole dell'esistenza dell'Essere. Crescere e vivere, decadere e morire, per poi nuovamente crescere e vivere e morire ancora. Non è difficile, osservando la storia che abbiamo alle nostre spalle, ravvisare un meccanismo del tutto analogo nello sviluppo della società umano. I momenti di fioritura si alternano a quelli di decadenza, corruzione e disfacimento.

Non esito a pensare che, se dovessimo interpellare un gran numero di persone, il responso sarebbe chiaro e lampante: viviamo in un periodo di rovina. È spiacevole e doloroso, ma forse fa parte dell'ordine delle cose. Ad ogni modo questa caduta dura già da troppo tempo. Credo che sia arrivato il momento in cui, dalle ceneri dello sfacelo, debbano sbocciare i semi del cambiamento e della Rinascita.

Quando parlo di Rinascita intendo letteralmente un processo di nuova nascita, ovvero un vero e proprio Rinascimento della società, dei suoi valori e dei suoi principi. Il parallelo storico è evidente. Il Rinascimento ha rappresentato la luce che ha spazzato via le ombre fredde del Medioevo. Un capovolgimento epocale che aveva alla sua base una grande novità: lo spostamento del centro dell'Universo da Dio all'Uomo.

Parimenti oggi, anche se con modalità naturalmente diverse, è necessario un ritorno della società a regole antropocentriche. Se il Medioevo si reggeva sul culto di Dio, l'epoca che viviamo ha come fondamento il culto del Denaro. Non sto facendo della facile demagogia o della retorica da circolo delle bocce. Questa è la pure e semplice verità. Basti vedere l'erosione continua dei diritti conquistati a fatica negli ultimi decenni. Ci viene detto che non ci sono più soldi per garantire certi diritti, che non ce lo possiamo più permettere. Ma che cosa sono i soldi se non una creazione umana? Che cos'è l'economia se non un dato modo di organizzare la produzione e il consumo di una società? E così come è una creazione della società, la società può benissimo organizzarsi diversamente. Chi sostiene che le regole dell'economia sono date e immutabili (il famoso TINA, there is no alternative di tatcheriana memoria, a proposito, la Divina Commedia andrebbe aggiornata con un girone intero riservato solo all'anima, ammesso che ne avesse una, della Tatcher!) mente sapendo di mentire. Non esiste alcuna legge naturale che imponga questo tipo di organizzazione economica, e se quest'ultima non funziona (debito, disoccupazione, esclusione sociale, polarizzazione dei redditi), allora è tempo di cambiarla.

Per farlo, però, è prima necessario che un'ampio strato della popolazione attreversi un radicale processo di presa di coscienza, ovvero è indispensabile che le persone diventino consapevoli del fatto che è l'Uomo, e non l'economia o la finanza, il vero protagonista della società. È l'economia che si deve piegare alle necessità dell'Uomo e non viceversa.

L'esperimento comunista è stato l'ultimo tentativo di umanesimo mal riuscito. Il fallimento è derivato dall'aver posto al centro non l'Uomo, come in un primo momento sembrava, ma l'Ideologia stessa, il rispetto di un'Idea che è stata messa sopra l'Uomo. L'aver trasformato l'Uomo da fine a mezzo dell'Idea ne ha decretato la caduta definitiva. I rappresentanti dell'ideologia capitalista sono ancora oggi terrorizzati da questo esperimento che cercano di demonizzare ovunque nonostante sia ormai chiaro il suo fallimento. Ma se lo temono è per un motivo ben preciso: sanno che i privilegi di chi oggi detiene il potere politico ed economico verrebbero travolti se l'Uomo tornasse protagonista della società. Per evitare ciò negli ultimi 30 anni è stata sguinzagliata una muta di cani rabbiosi che abbaiono contro l'Uomo per difendere il Denaro. In questo processo di decadenza e morte ci hanno imposto, americani primi fra tutti, una visione del mondo dove l'economia viene privata del suo sostentamento ideologico e viene presentata, promossa e diffusa come un insieme di regole immutabili, alla stregua di regole fisiche. Qui sta la menzogna che dobbiamo svelare e rivelare al mondo. Se è vero che la legge di gravità non può essere cambiata, le leggi dell'economia possono e devono cambiare perché non ci arrivano dalla Terra o dagli elementi naturali, ma sono semplicemente delle creazioni dell'Uomo. Dunque, l'Uomo ha il diritto di modificarle secondo i propri bisogni. Anche perché queste leggi che ci vengono imposte come cosa fatta da accettare passivamente in realtà dietro nascondo dei beneficiari ben precisi, anzitutto le banche e i grandi capitali. Già questo fatto rende palese che di immutabile hanno ben poco. Così come qualcuno le ha disegnate (Rockefeller, Rothschild, Morgan & Co.), qualcun altro le può ridisegnare secondo i propri bisogni. E quel qualcun altro siamo noi.

In questo processo di riconquista è necessario rendersi conto di due fattori fondamentali. Il primo è che il successo di questa decadenza deriva dal fatto di aver mascherato l'aspetto ideologico delle leggi economiche attuali, in linea con la teoria secondo cui sarebbero delle leggi immutabili che possiamo solo accettare passivamente. Negandone l'aspetto ideologico, di fatto, esse diventano inattaccabili e inopinabili. Ma qui sta il grande inganno: esse, in realtà, sono tanto ideologiche quanto lo erano i principi di organizzazione socialista e comunista della società. Sono ideologiche perché sono basate su un'idea e non su una legge della fisica soggetta a prova di laboratorio. Sono ideologiche perché il loro funzionamento poggia su una struttura di idee e principi ben precisa, questa struttura non ha niente di eterno o oggettivo, è una creazione umana e come tale, nel momento in cui se ne svela il cattivo funzionamento, può e deve essere cambiata, aggiustata e migliorata.

Quindi, per mutare queste leggi dobbiamo prima essere consapevoli del fatto che è possibile farlo. Purtroppo oggi sono in troppi gli opinion-maker convinti della loro sacralità. Siamo diventati vittime di un'idea e non vediamo che le idee sono una nostra proiezione mentale che possiamo cambiare quando e come vogliamo.

Il secondo fattore di cui tener conto è il fallimento della politica. I padroni dei cani rabbiosi di cui sopra sono riusciti a infiltrare i loro aguzzini e i loro doberman velenosi dentro le istituzioni politiche fino al punto da averne conquistato il controllo. La politica, quindi, oggi non è più uno strumento sociale al servizio dell'Uomo, ma è diventato il braccio legale ed istituzionalizzato che opera soltanto a favore degli interessi di una cerchia ristretta di centri di potere. Dalla Democrazia stiamo retrocedendo verso l'oligarchia. La consapevolezza di ciò ci impone l'obbligo di destituire gli attuali partiti di ogni fiducia. L'impegno morale ed etico è di boicottarli a favore di nuove forme di rappresentanza politiche. Queste potranno avere successo solo nel momento in cui propugneranno una politica incentrata sull'Uomo, ovvero lotteranno per l'affermarsi di un nuovo Umanesimo dove le esigenze, le speranze e i sogni dell'Uomo trovino il loro posto al centro di un nuovo Rinascimento del XXI secolo.

Personalmente non vedo alternative. Se il mondo non vedrà l'alba di questo nuovo Rinascimento, perdurerà il medioevo moderno che non potrà che riportare l'umanità alla povertà, culturale ed economica, la schiavitù, l'ignoranza, la violenza e l'imarbarimento delle persone. Forse non tutti lo vedono, ma questa è la direzione verso la quale stiamo andando. Fortunatamente cresce il numero di coloro che comincia ad accorgersene, e questo mi rende moderatamente ottimista per il futuro.

Per questo mi auguro sinceramente che questa Primavera, insieme al risveglio della Natura, porti con sé anche un risveglio delle coscienze e della consapevolezza di ognuno di noi. Smettiamo di credere alla brutta favole che ci hanno propinato già per troppo tempo: non è vero che l'economia non può essere cambiata, il mondo è nelle nostre mani.

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