Giornalista

Nel 2003 mi sono laureato in Scienze Politiche con la specializzazione in Economia. Da sempre, dunque, nutro un profondo interesse per la società degli uomini e per le leggi del suo funzionamento. L’economia, la storia e la politica sono sempre stati settori del sapere umano che mi hanno affascinato e di cui mi sono sempre occupato.


Dopo gli studi ho lavorato per 5 anni come consulente aziendale per le piccole e medie imprese italiane che investivano in Repubblica Ceca. Per svolgere il mio lavoro ho sempre dovuto tenermi costantemente aggiornato sullo sviluppo politico-economico del paese.


Nel 2010 sono diventato caporedattore del CamIC Magazine, la rivista bimestrale della Camera di Commercio Italo-Ceca di Praga, oggi purtroppo chiusa da una piccola cricca. Da allora mi sono dedicato a tempo pieno al giornalismo e al pubblicismo che seguo con particolare dedizione e passione.
Credo, infatti, che il giornalismo inteso come libertà di espressione da una parte e come diritto di informazione dall’altra, rappresenti uno degli strumenti principali per la realizzazione e il compimento dello sviluppo dell’essere umano sulla strada verso gli obiettivi più alti della crescita e della felicità.


Mi riconosco in una forma di giornalismo che ponga al di sopra di tutto l’amore per la verità, qualunque essa sia e, dunque, compresa e soprattutto quella scomoda per se stessi, e il rispetto della libertà e dell’intelligenza umane. Non credo, però, che esista qualcosa come un giornalismo assolutamente obiettivo. Come tante altre opere umane, anche il giornalismo è il frutto del lavoro e del pensiero degli uomini. In quanto tale, dunque, è un’opera naturalmente soggettiva che, per il proprio valore e la propria forza, si nutre di aspetti oggettivi della realtà con la quale si confronta. Non per questo, però, può dirsi davvero oggettivo.


Anzi, a mio avviso la pretesa di essere “oggettivi” spesso nasconde l’alibi di non volersi schierare apertamente o, peggio ancora, di non voler scontrarsi con i poteri forti. Al giornalismo nudo e crudo, dunque, fatto solo di dati, nomi e fatti che nessuno può opinare, preferisco un giornalismo meno ossessionato dall’oggettività ma nel quale l’autore non teme di mettere in gioco, oltre al suo nome e alla sua faccia, anche i propri sentimenti e le proprie emozioni. Questo perché, in fin dei conti, gli esseri umani non si relazionano per mezzo dei fatti ma entrano in relazione soprattutto attraverso le emozioni, che altro non sono che le emanazioni della nostra energia vitale.


Ed è solo questa energia, e nient’altro, che può davvero cambiare il mondo in cui viviamo secondo i nostri desideri.